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Economia aziendale AFM serale

Lezione Analisi Struttura Patrimoniale Finanziaria

L’ANALISI DELLA STRUTTURA PATRIMONIALE E FINANZIARIA

Introduzione

L’analisi della struttura patrimoniale e finanziaria rappresenta uno degli strumenti fondamentali dell’analisi di bilancio. Attraverso lo studio della composizione degli impieghi e delle fonti di finanziamento, essa consente di comprendere:

  • il grado di solidità dell’impresa;
  • l’equilibrio tra investimenti e finanziamenti;
  • la capacità dell’azienda di far fronte agli impegni finanziari;
  • il livello di dipendenza dai finanziatori esterni;
  • la capacità di mantenere l’equilibrio economico e finanziario nel tempo.

L’analisi patrimoniale e finanziaria si basa principalmente sullo Stato patrimoniale riclassificato.

1. LO STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO

1.1 Finalità della riclassificazione

Lo Stato patrimoniale previsto dal Codice civile è costruito secondo criteri civilistici e giuridici. Per effettuare un’analisi economico-finanziaria è necessario riclassificare le voci del bilancio in modo da evidenziare:

  • la destinazione degli investimenti;
  • la durata delle fonti di finanziamento;
  • la correlazione tra impieghi e fonti.

La riclassificazione permette quindi di:

  • valutare la solvibilità aziendale;
  • analizzare la struttura degli investimenti;
  • verificare l’equilibrio finanziario;
  • calcolare margini e indici.

2. GLI IMPIEGHI

Gli impieghi rappresentano gli investimenti effettuati dall’impresa.

Essi si distinguono in:

2.1 Attivo immobilizzato

Comprende gli investimenti destinati a permanere durevolmente nell’impresa.

Comprende:

  • immobilizzazioni immateriali;
  • immobilizzazioni materiali;
  • immobilizzazioni finanziarie.

Esempi:

  • fabbricati;
  • impianti;
  • brevetti;
  • partecipazioni.

Caratteristiche:

  • utilizzo pluriennale;
  • lenta trasformazione in denaro;
  • elevata rigidità.

2.2 Attivo circolante

Comprende gli investimenti destinati a trasformarsi in liquidità entro breve tempo.

Comprende:

  • rimanenze;
  • crediti commerciali;
  • disponibilità liquide.

Caratteristiche:

  • rapida rotazione;
  • elevata liquidabilità;
  • utilizzo nel breve periodo.

3. LE FONTI DI FINANZIAMENTO

Le fonti indicano da dove provengono i mezzi finanziari utilizzati dall’impresa.

Si distinguono in:

3.1 Capitale proprio

È costituito dai mezzi conferiti dai soci e dagli utili non distribuiti.

Comprende:

  • capitale sociale;
  • riserve;
  • utile d’esercizio.

Caratteristiche:

  • non deve essere restituito;
  • rappresenta la fonte più stabile;
  • garantisce autonomia finanziaria.

3.2 Capitale di debito

Comprende i finanziamenti ottenuti da terzi.

Si divide in:

Debiti consolidati

Sono debiti con scadenza oltre 12 mesi.

Esempi:

  • mutui;
  • prestiti obbligazionari;
  • TFR.

Debiti a breve termine

Sono debiti con scadenza entro 12 mesi.

Esempi:

  • debiti verso fornitori;
  • debiti bancari a breve;
  • debiti tributari.

4. LA STRUTTURA PATRIMONIALE

L’analisi patrimoniale studia:

  • la composizione degli investimenti;
  • la rigidità o elasticità degli impieghi;
  • il grado di capitalizzazione.

4.1 Struttura rigida

Si ha quando prevalgono le immobilizzazioni.

Conseguenze:

  • maggiori costi fissi;
  • minore flessibilità;
  • necessità di finanziamenti stabili.

Tipica di:

  • imprese industriali;
  • imprese manifatturiere.

4.2 Struttura elastica

Si ha quando prevale l’attivo circolante.

Conseguenze:

  • maggiore flessibilità;
  • maggiore adattabilità;
  • minori immobilizzi.

Tipica di:

  • imprese commerciali;
  • aziende di servizi.

5. LA STRUTTURA FINANZIARIA

L’analisi finanziaria studia:

  • la composizione delle fonti;
  • il rapporto tra capitale proprio e debiti;
  • l’equilibrio tra investimenti e finanziamenti.

6. PRINCIPIO DELL’EQUILIBRIO FINANZIARIO

Secondo il principio della correlazione temporale:

  • gli investimenti durevoli devono essere finanziati con fonti stabili;
  • gli investimenti a breve devono essere finanziati con passività correnti.

Quindi:

  • immobilizzazioni ↔ capitale permanente;
  • attivo circolante ↔ passività correnti.

Il mancato rispetto di questo principio può creare tensioni finanziarie.

7. IL CAPITALE PERMANENTE

Il capitale permanente è dato da:

Esso rappresenta l’insieme delle fonti stabili utilizzate per finanziare gli investimenti durevoli.

8. I MARGINI DI STRUTTURA

I margini mettono in relazione impieghi e fonti.

8.1 Margine di struttura primario

Misura la capacità del capitale proprio di finanziare le immobilizzazioni.

Formula

Interpretazione

Se positivo:

  • il patrimonio netto copre interamente le immobilizzazioni;
  • l’impresa presenta una buona solidità.

Se negativo:

  • parte delle immobilizzazioni è finanziata con debiti;
  • equilibrio meno stabile.

8.2 Margine di struttura secondario

Misura la capacità delle fonti stabili di finanziare le immobilizzazioni.

Formula

Interpretazione

Se positivo:

  • le immobilizzazioni sono finanziate correttamente;
  • esiste equilibrio finanziario.

Se negativo:

  • parte delle immobilizzazioni è finanziata con debiti a breve;
  • rischio di tensione finanziaria.

9. IL CAPITALE CIRCOLANTE NETTO (CCN)

Il CCN misura l’equilibrio finanziario di breve periodo.

Formula

Interpretazione

Se positivo:

  • l’impresa riesce a coprire i debiti a breve;
  • situazione finanziaria equilibrata.

Se negativo:

  • le passività correnti superano l’attivo circolante;
  • possibile crisi di liquidità.

10. IL MARGINE DI TESORERIA

Misura la capacità di far fronte ai debiti a breve con le attività più liquide.

Formula

Interpretazione

Se positivo:

  • buona solvibilità nel breve periodo.

Se negativo:

  • eccessiva dipendenza dalla vendita delle rimanenze.

11. GLI INDICI PATRIMONIALI E FINANZIARI

Gli indici permettono di effettuare confronti nel tempo e nello spazio.

12. INDICE DI AUTONOMIA FINANZIARIA

Misura il grado di indipendenza dai finanziatori esterni.

Formula

Interpretazione

  • Valore elevato → maggiore indipendenza finanziaria.
  • Valore basso → forte dipendenza dai debiti.

13. INDICE DI INDEBITAMENTO

Misura il peso del capitale di terzi.

Formula

Interpretazione

  • valore alto → elevato rischio finanziario;
  • valore basso → maggiore equilibrio.

14. INDICE DI COPERTURA DELLE IMMOBILIZZAZIONI

Misura il grado di copertura degli investimenti durevoli.

Formula

Interpretazione

  • valore ≥ 1 → equilibrio corretto;
  • valore < 1 → squilibrio finanziario.

15. INDICE DI LIQUIDITÀ CORRENTE (CURRENT RATIO)

Misura la capacità di pagare i debiti a breve.

Formula

Interpretazione

  • valore > 1 → equilibrio soddisfacente;
  • valore troppo elevato → eccesso di risorse inutilizzate.

16. QUICK RATIO (ACID TEST)

Esclude le rimanenze perché meno liquide.

Formula

17. ESEMPIO APPLICATIVO

Dati

Impieghi

  • Immobilizzazioni: 400.000 €
  • Attivo circolante: 300.000 €

Fonti

  • Patrimonio netto: 250.000 €
  • Passività consolidate: 250.000 €
  • Passività correnti: 200.000 €

Calcolo del margine di struttura secondario

Interpretazione

Il margine positivo evidenzia che le immobilizzazioni sono finanziate da fonti stabili.

Calcolo del CCN

Interpretazione

L’impresa possiede un equilibrio finanziario nel breve periodo.

18. COLLEGAMENTI CON L’ANALISI ECONOMICA

L’analisi patrimoniale e finanziaria è strettamente collegata all’analisi economica.

Infatti:

  • un’impresa economicamente redditizia ma finanziariamente squilibrata può avere problemi di liquidità;
  • un’impresa solida patrimonialmente ha maggiore capacità di investimento;
  • la redditività influenza l’autofinanziamento.

19. LIMITI DELL’ANALISI

L’analisi patrimoniale e finanziaria presenta alcuni limiti:

  • i dati sono riferiti a un determinato momento;
  • il bilancio può essere influenzato da valutazioni soggettive;
  • è necessario confrontare più esercizi;
  • gli indici vanno interpretati insieme.

20. CONCLUSIONI

L’analisi della struttura patrimoniale e finanziaria consente di comprendere:

  • il grado di solidità dell’impresa;
  • la capacità di rimborso dei debiti;
  • l’equilibrio tra investimenti e finanziamenti;
  • il livello di rischio finanziario.

Attraverso margini e indici è possibile formulare giudizi sulla stabilità aziendale e sulla capacità dell’impresa di operare in condizioni di equilibrio nel breve e nel lungo periodo.

MAPPA CONCETTUALE RIASSUNTIVA

Analisi patrimoniale

→ composizione degli impieghi → rigidità/elasticità → immobilizzazioni e attivo circolante

Analisi finanziaria

→ composizione delle fonti → capitale proprio e debiti → equilibrio finanziario

Strumenti principali

  • margine di struttura;
  • capitale circolante netto;
  • margine di tesoreria;
  • indici di liquidità;
  • indici di autonomia finanziaria.